Welcome, to wherever you are

I racconti, i sogni, le speranze, i pensieri.. di tutto un po', per chi crede che Someday I'll be Saturday Night!

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Happy birthday, Minime

"Quante volte avrei voluto
tornare, con l'aiuto di un genio o della tecnologia,
nel passato e rimediare ai miei errori!" 
4.11.1994 - 10 anni

"Caro diario [...] La mia bruttezza, poi, è un altro problema: sono presa in giro come pochi." 
18.02.1996 - 12 anni

Upstate Update # 11 - Quel che resta (della Costa) / 2

Il comandante del volo ci annuncia che il meteo a Los Angeles sarà simile a quello di San Francisco: "leggeri rovesci"... che mi desse la definizione di rovesci, perché son due giorni che i calzini non mi si asciugano!! Queste previsioni e le raccomandazioni di non vestire con colori sgargianti -le gang potrebbero scambiarci per un membro rivale- non ci rassicurano molto sulla prossima destinazione.

Upstate Update # 10 - Quel che resta (della Costa) / 1


Finalmente trovo il tempo di sedermi e provare a riassumere le vacanze di Natale: venti giorni di viaggio, due settimane a casa. Tappe: Vancouver-Portland-San Francisco-Los Angeles-San Diego-New York-Venezia. Non mi dilungherò troppo sull'ultima tappa, ce n'è abbastanza da dire sulle altre!

Upstate Update # 9 - Fine semestre

Sembra incredibile, ma in un battibaleno è già dicembre ed è già tempo di archiviare il primo semestre americano. Com'è stata la vita nel mezzo del nulla, in questi mesi? Cosa mi porto dietro nel mio viaggio verso ovest? Ricapitoliamo.

Upstate Update # 8 - La trasferta perfetta?

La ricetta per la trasferta perfetta da questo buco nero in cui ci troviamo? Prendi Ale, lo fai portare a un'ora da qui, dove noleggerà la macchina, tornerà a prenderci e ce ne andremo in libertà verso Boston, 6 ore di cottura... ehm, macchina. Se poi per caso succedesse che Ale giocando a calcetto si frattura il polso due giorni prima della partenza, lo scenario cambia a "mo' so' cazzi".

Upstate Update # 7 - Chi fermerà la pioggia?


Il secondo weekend newyorkese comincia passando davanti al Metlife Stadium dove l'indomani vedrò il Boss dal vivo: vediamo un po' quanto ci si mette in autobus ad arrivare in centro? 10 minuti normalmente, oggi all'ora di punta 2 ore. Bentornata a Manhattan.

Upstate Update # 4 - La prima settimana (2)


Strana gente, strane abitudini
Il primo americano che incontro ha origini italiane, si chiama George e mi porta dall'aeroporto a casa: mi abbandona con le mie mega valige dietro casa, e chi s'è visto s'è visto. Poi incontro la segretaria del dipartimento che è colombiana e che dice due cose alla volta e l'esatto contrario subito dopo. 

Upstate Update # 3 - La prima settimana (1)


Finalmente trovo il tempo e le forze per riassumere i primi 7 giorni nella terra della Plastica, divisi per sezione. Buona lettura!

Upstate Update #1 - 15 giorni

Non ho tempi lunghi di elaborazione dati, no no. Sono solo 10 mesi che rimando questo post, che vuoi che sia. Sono 10 mesi che ho vinto il concorso e mancano solo 15 giorni a partire, ma quando siano volati via tutti i giorni nel mezzo non me lo so proprio spiegare.

Il mio grosso grasso Capodanno greco



Compito di geografia/geometria: se devo andare da Venezia ad Atene, qual è il percorso più agevole? Variabili: rotta, venti, mezzo, Alitalia. Risposta: via Bruxelles con Air Brussels, ovviamente, su un aereo che in prima classe è impressionantemente monocromo -nero- e in economy è impressionantemente uniforme -bianco e ricco d'infanti-.

InghilTravel 2 – L'estate di una vita

“Chiudete gli occhi, respirate a fondo e ditemi: qual è il primo ricordo di quest'estate?”
Se avessi dovuto svolgere io questo delicato compito affidato ai miei studenti, avrei risposto: il tassista che mi chiede “ok, dove ti lascio?” e io che non ne ho la più pallida idea: “all'ufficio centrale?” Così è cominciata la mia avventura nello sterminato campus inglese stile Hoghwarts, tra edifici inquietanti con sale comuni, passwords per entrare e distese d'erba oltre l'orizzonte. Quel giorno mi ha salvato Miss Dash, portandomi all'ufficio centrale mentre si chiedeva dove stessimo andando, perché anche lei si perdeva ancora. E pure io ho continuato a perdermi per quattro settimane, senza mai ricordarmi dove fossimo autorizzati ad andare e dove fosse “out of bounds”, percorrendo ogni giorno i 5 km di strada in mezzo al bosco dal dormitorio alla mensa, usando il flash della macchina fotografica per illuminare il percorso.

InghilTravel 1 – La traversata

Quando il contratto l'hai spedito da due mesi e non hai più avuto contatti con la scuola, è sempre un conforto ricevere un'email la sera prima “scusa, ma mi potresti dire quand'è che arriveresti in definitiva? Firmato: il tuo capo.” Ah benon.
Sì perché come sottolineano molti con disappunto, stupore, ironia e diffidenza, io che sono italiana vado in Inghilterra un mese ad insegnare inglese. Embè?! Segno che mi considerano madrelingua, quindi mangiatevela, cortesemente.

Nella terra dei Bar Sport

Che stessi tornando a casa lo si capisce già in aeroporto ad Amsterdam, dove i numerosi italiani e soprattutto veneti presenti... parlano. Sì, parlano. Dopo un anno in una terra dove tutti si ignorano, concentrati sui loro gioiellini tecnologici, e dove nessuno ti rivolge manco uno sguardo in metropolitana, mi trovo circondata da persone che parlano. Per niente, per lo più. Perché gli italiani sono tuttologi, si sa. Loro sanno a che velocità partirà l'aereo, sanno tra quanti anni Venezia affonderà definitivamente, sanno che temperatura c'è a 5.000 metri, sanno che rotta farà l'aereo e qual è quella strada che si vede adesso proprio adesso dal finestrino. L'unica cosa che non si chiedono è: a chi gliene frega una ceppola, di queste informazioni?! Certo non a me, che devo sorbirmi 2 ore di volo dopo 24 insonni sentendo fior fior d'idiozie a 20000 decibel.

DdV 23 - Discorrendo



Ieri, in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, abbiamo festeggiato con una cena immersiva di Tutorino -l'ultima mia in Canada- alla quale mi è stato chiesto di tenere un discorso. Dalla preparazione per il discorso ne è nato un articolo pubblicato su La Stampa e tanta commozione, riporto di seguito più o meno il testo del discorso:

DdV 22 - In mancanza

La data esatta del mio ritorno in Italia deve rimanere un segreto per la maggior parte delle amiche che mi aspettano, ma è inutile negare che ormai la data è prossima o forse addirittura imminente o magari già passata. È quindi tempo di bilanci, e di fare la conta delle cose che mi mancheranno e quelle che invece no, abbandono volentieri.

DdV 21 - Moonlight & Valentino


Io sono Luna, è il 14 febbraio, vado a vedere un altro concerto dei Bon Jovi. Potevo forse scegliere un titolo diverso da quello del film che vede protagonista Jon??!
Il tempo è clemente - 5° o 6° SOPRA lo zero!! -, ho appena finito di piangere come una fontana guardando 127 Hours, bellissimo film, e procedo alla BonJovestizione con la storica maglietta a maniche lunghe e la felpa Reyer -due passioni in una. Mi avvio con l'Ipod nelle orecchie che spara tutte le mie canzoni preferite, il cielo blu cobalto e le nubi rosse che neanche un quadro di Van Gogh. Sono felice come mai a San Valentino, mi gusto il classico hot dog pre concerto e mi avvio al mitico Air Canada Centre, incontrando pure la mia vicina di casa che vedrà il concerto dai piani alti.

DdV 20 - Appartenenza

Fuori sono -20°, ottima ragione per non uscire, e in internet mi guardo le ultime puntate di "Che tempo che fa" dall'Italia tutte incentrate sulla Fiat e sul referendum-ricatto. Per risollevarmi il morale apro poi una cartella sempre presente nella mia mail, si chiama "Dialoghi" e raccoglie tutte le mail più interessanti e letterariamente più stimolanti che io e altri abbiamo scritto nel corso degli anni. La apro con un intento preciso, quello di andare a leggere le mail che scrivevo a 17 anni, piene di "x" e "k" e piene di entusiasmo, rabbia ed energia per i miei primi incontri con il mondo.