Finalmente trovo il tempo
e le forze per riassumere i primi 7 giorni nella terra della
Plastica, divisi per sezione. Buona lettura!
Welcome, to wherever you are
I racconti, i sogni, le speranze, i pensieri.. di tutto un po', per chi crede che Someday I'll be Saturday Night!
(For the English version click here)
Upstate Update #2 - La vigilia (trova le differenze)
Rispetto a due anni fa e alla scorsa vigilia, stasera ci sono alcune differenze e molte somiglianze.
Upstate Update #1 - 15 giorni
Non ho tempi lunghi di elaborazione dati, no no. Sono solo 10 mesi che rimando questo post, che vuoi che sia. Sono 10 mesi che ho vinto il concorso e mancano solo 15 giorni a partire, ma quando siano volati via tutti i giorni nel mezzo non me lo so proprio spiegare.
(A colazione dalla nonna) L'ispirazione
-Nonna ma tu come hai fatto a decidere il tuo futuro?
Poco da fare, a me le domande semplici e normali proprio non venivano, ma per fortuna la nonna mi dava corda.
-Non c'era molto da decidere, ai miei tempi, ma perché me lo chiedi? Ciao Gianni!
Il mio grosso grasso Capodanno greco
Compito di geografia/geometria: se devo andare da Venezia ad Atene, qual è il percorso più agevole? Variabili: rotta, venti, mezzo, Alitalia. Risposta: via Bruxelles con Air Brussels, ovviamente, su un aereo che in prima classe è impressionantemente monocromo -nero- e in economy è impressionantemente uniforme -bianco e ricco d'infanti-.
Roma 15.10.2011 - Carne da macello
Chi mi conosce sa
quanto non mi piaccia la violenza in qualunque forma, per questo è
in totale buona fede che sono partita per Roma per partecipare alla
manifestazione di sabato 15 ottobre, per confermare la mia buona fede
nelle autorità che dovrebbero proteggere i deboli e i pacifici e per
confermare anche quel pregiudizio che molti di noi hanno: cioè che
Giuliani in fondo in fondo se l'è cercata, 10 anni fa, e che quelli
che vengono coinvolti negli scontri sono sempre un po' esaltati e
altro che manifestanti pacifici.
L'atmosfera in
piazza della Repubblica, poco prima delle due, è stupenda. Migliaia
di persone in piazza, tanti bambini e tanti anziani, disabili in
carrozzina perfino. C'è musica, ci sono troppe bandiere di partito e
poche italiane -le uniche che dovrebbero esserci- e slogan e
magliette. Un cartello dice “CastAway” e diventa uno dei miei
preferiti; un altro dice che “c'è sempre speranza”, mentre una
maglietta cita “In direzione ostinata e contraria” di De Andrè.
(A colazione dalla nonna) Lo sciopero
Quando
la nonna allargava le narici, erano cazzi.
Quando
quel giorno la nonna allargò le narici e spense il gas sotto la
pentola, pensai seriamente di dover fare testamento.
L'unico
elemento che mi tenne in vita, col senno di poi, fu la mia giovane
età e la consapevolezza che, in fondo, mi limitavo a ripetere a
pappagallo quello che sentivo dire dagli adulti (adulti
irresponsabili per altro, che non tenevano in considerazione le
narici della nonna).
(A colazione dalla nonna) Lo stormo delle 6:28
“Crema o cioccolato?”
Era la domanda più importante
dell'intera conversazione con la nonna. L'unica domanda che mi
interessava, a dir la verità, nel mio egoismo infantile.
E guai a rispondere “crema” o
“cioccolato”, bisognava usare un codice diverso di volta in
volta, che la mamma non capisse: “primo/secondo” “uno/due”
“chiaro/scuro” erano alcune delle risposte ammesse. Ed era una
scelta che mi impegnava per un mese intero, tanto era il tempo tra un
fine settimana dalla nonna e il successivo.
InghilTravel 2 – L'estate di una vita
“Chiudete gli occhi, respirate a fondo e ditemi: qual è il primo ricordo di quest'estate?”
Se avessi dovuto svolgere io questo delicato compito affidato ai miei studenti, avrei risposto: il tassista che mi chiede “ok, dove ti lascio?” e io che non ne ho la più pallida idea: “all'ufficio centrale?” Così è cominciata la mia avventura nello sterminato campus inglese stile Hoghwarts, tra edifici inquietanti con sale comuni, passwords per entrare e distese d'erba oltre l'orizzonte. Quel giorno mi ha salvato Miss Dash, portandomi all'ufficio centrale mentre si chiedeva dove stessimo andando, perché anche lei si perdeva ancora. E pure io ho continuato a perdermi per quattro settimane, senza mai ricordarmi dove fossimo autorizzati ad andare e dove fosse “out of bounds”, percorrendo ogni giorno i 5 km di strada in mezzo al bosco dal dormitorio alla mensa, usando il flash della macchina fotografica per illuminare il percorso.
InghilTravel 1 – La traversata
Quando il contratto l'hai spedito da due mesi e non hai più avuto contatti con la scuola, è sempre un conforto ricevere un'email la sera prima “scusa, ma mi potresti dire quand'è che arriveresti in definitiva? Firmato: il tuo capo.” Ah benon.
Sì perché come sottolineano molti con disappunto, stupore, ironia e diffidenza, io che sono italiana vado in Inghilterra un mese ad insegnare inglese. Embè?! Segno che mi considerano madrelingua, quindi mangiatevela, cortesemente.
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