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I racconti, i sogni, le speranze, i pensieri.. di tutto un po', per chi crede che Someday I'll be Saturday Night!

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1 su 3 mesi negli USA: il tempo libero



Rispetto a prima di partire, ho molto più tempo libero - a volte non ci sono abituata!

Intanto, abbiamo trascorso i primi giorni di questa avventura americana a San Diego, durante il (o la??) Comic-Con.
Cos'è?? Immaginate una fiera professionale con partecipanti da tutto il mondo, con seminari, conferenze, incontri, vendita di prodotti etc etc. Ecco, questo è il Comic-Con, e l'argomento sono i fumetti e i telefilm. Quindi c'è un centro convegni (che occupa circa 10 isolati, na robetta da niente) che al piano terra ospita centinaia di stand dove vengono venduti fumetti, souvenir, disegni, gadget legati ai fumetti; metà del piano terra e tutto il primo piano sono invece occupati dalle sale conferenze, dove vengono tenuti gli attesissimi "panel" (conferenze) delle varie serie tv e film.
Quando dico attesissimi, intendo che alcune decine di fan si accampano fuori dal centro convegni con tende e sacchi a pelo la notte prima, mentre le altre migliaia (perché in una sala conferenze ci stanno 7000 persone) arrivano a qualche ora della mattina, per conferenze che possono iniziare anche diverse ore dopo.
Io in compenso, non avendo il biglietto per entrare nel centro convegni, mi sono divertita ad esplorare le attività esterne, dato che molte reti televisive organizzano attività gratuite per promuovere i loro telefilm.
Per quanto riguarda Ventura, invece, oltre alla classica cena fuori e cinema (rigorosamente muovendosi in macchina, ovviamente!), siamo stati un paio di volte alla "county fair" che sarebbe una specie di sagra. La differenza sta nelle dimensioni - gigantesche rispetto ad una nostra sagra -, nel prezzo del biglietto - che in Italia proprio non c'è - e nell'intrattenimento. A parte avere un vero e proprio luna park a disposizione, ogni sera c'era un concerto diverso, ma non di cover band come in Italia, bensì di gruppi e cantanti abbastanza famosi... come dire i Pooh, per dare un'idea.
E abbiamo perfino provato l'ebbrezza di salire su uno scuolabus-navetta, all'andata e anche al ritorno!!
Esplorando i dintorni A PIEDI, ho scovato una bellissima libreria di seconda mano, perfino con libri antichi, come non ne esistono quasi più. Ho comprato il primo libro della serie "Outlander" e conto di finirlo entro il prossimo mese, dato che trascorro diverse ore al sole in giardino a leggere.
Poi ovviamente ci sono le uscite con BoliDiamond, la mia bici, per andare a fare la spesa oppure per svago, a pedalare in riva all'oceano - conto di organizzarci presto per andare in spiaggia, oltre che al mercato del pesce fresco!
Proprio con BoliDiamond qualche giorno fa ho partecipato ad una gita con un gruppo di cicliste alla scoperta delle piante locali e delle loro proprietà curative. Abbiamo anche visitato l'orto botanico, che sorge su una collina con vista sull'oceano, una meraviglia! E pensare che era stato distrutto all'80% dagli incendi, ma grazie ai volontari e alle donazioni è stato presto ripristinato quasi del tutto.
Non vedo l'ora di continuare le mie esplorazioni, prossime destinazioni: Portland e Seattle!



1 su 3 mesi negli USA: il lavoro

Partiamo dal presupposto che, con le politiche attuali (ma anche passate), le possibilità per me di trovare lavoro negli USA non esistono. L'unica opzione sarebbe quella di sposarmi, e al momento non è plausibile.
E quindi, che si fa? Mi godo tre mesi in California, hai detto niente! No, non è il mio unico obbiettivo. Nick in questo periodo lavora le 8 ore al giorno standard in ufficio, che non te lo aspetteresti, perciò io ho accesso al suo ufficio a casa, e ne approfitto! Oltre a dare qualche lezione via Skype ai miei studenti "storici" di Libellula, ho un paio di altri progetti in ballo.
Intanto sto di nuovo collaborando col magico mondo di LinkedIn Learning (dove già sono pubblicati due miei corsi in inglese), questa volta per un corso in SPAGNOLO!! E quindi, sto anche impiegando un po' di tempo a rinfrescare mi español!
Poi, ho lanciato da poco il mio sito per lezioni di lingua e letteratura inglese per gli studenti del liceo italiani: Luna C - Literature Coach. Ma in pratica, come funziona? In pratica, i poveri liceali che devono sorbirsi un intero programma di storia e letteratura inglese, potranno studiare con l'aiuto dei miei video-tutorial su YouTube per ogni argomento, e poi aggiungere ore di lezione via Skype con me e simulazioni di verifica!
Perciò in queste settimane sono stata super impegnata a creare il sito, a promuoverlo sui social, ma soprattutto a creare le presentazioni e a registrare i video per ogni argomento, da Chaucer a Whitman passando per Enrico VIII° e le sue sei mogli!! L'impresa è rendere leggeri e interessanti questi argomenti, che certe volte sono davvero pesanti.
Prevedo che mi aspetteranno altri due mesi intensi, tra español e English!




1 su 3 mesi negli USA: i trasporti


L'America - e qui sì, mi sento di generalizzare - non è stata costruita per le persone, ma per le macchine.
Specialmente quando si esce dalle città principali, l'auto è l'unico mezzo di trasporto a disposizione, anche in uno stato "green" come la California.
A questo proposito, sono rimasta sconvolta all'arrivo a Los Angeles: l'autista della navetta ci ha avvisati che a partire da agosto non trasporteranno più clienti con bagagli più grandi di un trolley. Perché? Perché l'aeroporto ha stabilito che da agosto in poi avranno accesso all'aeroporto solo autobus e navette diesel, a metano o elettrici; delle due ditte che forniscono il servizio navetta, una ha dichiarato il fallimento e l'altra - la nostra - ha acquistato una flotta di pulmini elettrici molto più piccoli di quelli attuali.
Bici e monociclo
Ora, a livello teorico il provvedimento è molto green in partenza; ma costringerà persone come me ad arrivare in aeroporto con la macchina o col taxi, perciò cos'hanno risolto? Nulla. In Italia ci saremmo aspettati una soluzione alternativa, un servizio navetta pubblico per esempio, ma in California è tutto normale, lo stato non deve intervenire in questioni del genere.
E così ci ritroviamo con autostrade a cinque corsie che procedono a passo d'uomo, esattamente come avete visto in "La-la-land," girato proprio qui.
I taxi esistono, ma sono molto più comuni Uber e Lyft, con tutte le preoccupazioni del caso quando ad utilizzarli sono donne sole, soprattutto di notte: ci sono quotidiane storie agghiaccianti di stupri e violenze varie.
E il trasporto pubblico? Abbiamo preso il treno per andare a San Diego, e il comfort è simile a un Italo o Freccia in Italia, con la differenza che si possono ancora acquistare biglietti senza il posto riservato, perciò da un certo punto in poi c'era gente in piedi e seduta in corridoio, come ai vecchi tempi in Italia (o come nei treni regionali ancora oggi!).
Ho preso l'autobus una volta, per andare a comprare la bicicletta. Intanto, tutti gli autobus hanno una rastrelliera davanti, dove poter collocare la bici se serve; poi, si sale solo davanti e si paga il biglietto al momento, oppure si scansiona la tessera dell'abbonamento. Per prenotare la fermata bisogna tirare un cordoncino che corre lungo tutto l'autobus, e per scendere bisogna mettere il piede sullo scalino altrimenti la porta non si apre (rendendo praticamente impossibile la salita da quella porta). Se serve la pedana per le sedie a rotelle, viene fatta scendere dalla porta davanti.
Ciò detto, la differenza sostanziale che ho notato sull'autobus è che chi lo usa è solitamente individuabile per età o status sociale: troppo giovane, troppo anziano, o troppo infermo per guidare la macchina; non abbastanza benestante da avere una macchina, ma non così povero da non poter pagare il biglietto dell'autobus.
Come detto, il mio tragitto in autobus mi ha portata ad acquistare la bici che ho ribattezzato "BoliDiamond," in un negozio / officina dove riparano vecchie biciclette e poi le rivendono a gente come me. Da lì ho affrontato il primo tragitto in bicicletta, 45 minuti circa fino a casa. Per andare in bici qui ci vuole coraggio!
Ci sono piste ciclabili? Sì, ma sono poche quelle separate fisicamente dalla strada; la maggior parte sono semplicemente pitturate sulle corsie, e in alcuni casi le bici possono "utilizzare l'intera corsia" pregando tutti i Santi del Paradiso che nessuna macchina le travolga! Nelle superstrade a volte la pista ciclabile è pitturata di verde per essere più visibile, ed è in mezzo alle corsie di macchine... in piena sicurezza insomma! Inutile dire che, da brava italiana, corro sul marciapiede il più delle volte!
E non è che la situazione sia molto più favorevole, sui marciapiedi. Ci sono intere zone residenziali dove i marciapiedi non sono larghi abbastanza non solo per me in bicicletta, ma neanche per mamme col passeggino o persone in sedia a rotelle! In poche parole, nessuno cammina qui (in una città dove la temperatura oscilla tra i 17 e i 25 gradi tutto l'anno).
Luna e BoliDiamond
Una sera siamo usciti per andare a piedi a un ristorante, e mi sono resa conto che le vetrine dei negozi non sono decorate, e addirittura molte non hanno neanche il nome dell'attività, o è piccolissimo in un angolo. Perché? Perché nessuno cammina, perciò nessuno vedrebbe quelle decorazioni o quei nomi dalle macchine. Se c'è qualche insegna, è abbastanza grande da essere vista dalla macchina, e l'ingresso principale delle attività e dei ristoranti dà sul parcheggio.
Perfino gli attraversamenti pedonali non sono automatici: se è rosso per le macchine, non scatta il verde per i pedoni a meno che qualcuno non lo richieda premendo il pulsante; le macchine possono sempre svoltare a destra, anche col semaforo rosso... in definitiva bisogna avere mille occhi quando si è pedoni o ciclisti!





1 su 3 mesi negli USA: il cibo

Sono in California da oltre un mese, e no, non sono ingrassata, anzi, ho perso chili.
Ma come?? Con tutte quelle schifezze che mangiate lì?!
Beh, un attimo. Vediamo di fare una panoramica. Gli USA sono un Paese molto esteso e molto variegato, come si può immaginare. La California in particolare è un'area felice, dal punto di vista gastronomico: frutta e verdura locali non mancano, c'è una forte coscienza vegana / vegetariana / ambientalista e cibo tipico di molti Paesi del mondo, in particolare cibo messicano vista la vicinanza.
Certo, questo discorso è valido soprattutto per chi se lo può permettere; una caratteristica della California è infatti il costo della vita (il più alto negli USA), che influisce anche sul cibo e costringe le fasce meno abbienti a mangiare cibo scadente ai fast-food.

Tra i ristoranti etnici che preferiamo ci sono il sushi (no, non "all you can eat", roba seria!), il greco, il messicano, il brasiliano e il BBQ coreano (questi sì, "all you can eat," e il secondo è una cosa indescrivibile da quanto è buono).
Certo, anch'io ho provato la mia dose di schifezze: il "Philly cheese steak" fritto, il corn-dog (che è buono, devo dire), i mac&cheese (anche questi buoni purtroppo, ma soprattutto con l'aggiunta di qualche proteina) e via dicendo. Però siamo a dieta, e quindi cerchiamo di bilanciare i valori nutrizionali; io ho un problema con gli zuccheri (strano, chi l'avrebbe detto) che sono abbondantissimi in tutto, mentre Nick ha un problema coi grassi, anche quelli presenti un po' ovunque.

Ci dilettiamo a cucinare nuove e vecchie ricette, bilanciando sempre le proteine i carboidrati e i grassi, che bravi! E allora via di pasta con sugo, zucchine e gamberetti; cavoletti di Bruxelles al forno; lonza di maiale; quesadillas col pollo o i gamberi, col formaggio light e la guacamole fatta in casa. E poi anche qualche sgarro, come la pasta con crema di pomodorini e gamberi.

Abbiamo anche provato varie versioni dell'impossible burger, ovvero l'hamburger vegetariano che imita alla perfezione il gusto della carne; vale la pena provarlo, ma ha una percentuale di grassi improponibile e al supermercato costa un occhio!

Poi ovviamente, l'altra piaga sono le bibite zuccherate: a parte l'occasionale Starbucks, ai ristoranti di solito ci limitiamo a bere acqua (ghiacciata e gratuita), con grande stupore dei camerieri, il più delle volte.

E infine, a proposito di camerieri, l'esperienza di andare a mangiare fuori è molto diversa rispetto all'Italia: i camerieri passano mille volte per chiedere se va tutto bene, per poi portare il conto prima ancora che tu abbia finito, perché hanno urgenza di liberare il tavolo per ricevere altre mance.
Già, la mancia del 15-20% è obbligatoria ovunque, che ci vuoi fare!

Questi incredibili tre minuti

A far da colonna sonora agli eventi significativi della mia vita recente c'è, da un po', il Liga.
"Niente paura," mi cantava mentre partivo per il Canada.
A settembre 2013, all'Arena di Verona, invece risuonava "quando canterai la tua canzone, la canterai con tutto il tuo volume, che sia per tre minuti o per la vita avrà su il tuo nome" quando avevamo appena deciso che la nostra avventura si sarebbe chiamata Libellula per contenere le iniziali di noi tre - ELeonora, LUna e LAura.
Due anni fa a Padova abbracciavo quell'Eleonora di cui sopra mentre commosse ascoltavamo "A modo tuo," dedicandola alla piccoletta che cresceva nella sua pancia.
Martedì rivedrò il Liga dal vivo, e magari lo sentirò cantare che "ci vogliono buoni compagni di viaggio" per scoprire le "luci d'America." Perché se me l'avesse detto qualche anno fa non gli avrei creduto, ma sono davvero in partenza per l'America. E questo significa che non sarò più parte di Libellula, dove rimarrà, come socia originaria, solo Eleonora, la nostra Don Chisciotte.
Perché tutto è nato nella sua testa, piena di visioni del mondo come dovrebbe essere e della vita come dovrebbe andare. È grazie a lei se quei "tre minuti" col nostro nome sopra sono stati sei anni intensissimi, di rabbia e lacrime ma anche e soprattutto di amicizia, risate, persone straordinarie che sono entrate nelle nostre vite per rimanerci. Sono stati sei anni di immenso orgoglio, da quando abbiamo fatto il primo corso a quando vedevo scritti i nostri nomi sulle lavagnette delle aule - noi quattro, io Eleonora Angela e Genny, le "nuove entrate," ad occupare tutte le aule disponibili.
Quando ho concluso le mie ultime lezioni nella nostra seconda sede ho raccolto alcune delle mie cose per portarle a casa, e tra queste c'era l'astuccio che mi portavo sempre appresso per fare lezione a domicilio. Dentro c'era un contenitore di quelli delle sorprese Kinder, con dei gessetti bianchi. Risale alle elementari, e quei gessetti li rubavo a scuola; poi a casa, con un taglierino, li sminuzzavo per avere la polvere a portata di mano, che non si sa mai se entrano i ladri di notte gliela butto in faccia e mi salvo.
Grazie al cielo non sono mai serviti allo scopo, ma li ho conservati e portati con me quando abbiamo deciso di avere le lavagne nere. In un certo senso, mi hanno salvata, sì, anche se non dai ladri di notte. Sono il simbolo di quello che in questi anni siamo riuscite a costruire e portare avanti, salvandoci da vite normali e noiose, a seguire gli ordini di qualcun altro in lavori che non ci appartengono. E adesso staranno lì ad aspettarmi, accanto a una pila di biglietti da visita che non valgono più, distribuiti a Glasgow in una delle tante esperienze che ho vissuto grazie a Libellula.
E se sono una persona più consapevole delle mie capacità e fiduciosa in quello che il futuro mi riserva, lo devo soprattutto a questi incredibili tre minuti. Perché "siamo rimasti ancora noi, siamo ancora noi, è stato tutto vero, sarà comunque vero, e fino all'ultimo respiro" come direbbe il Liga.

GRAZIE.
Buon compleanno.

Il fallimento di Piazza del Popolo



Disclaimer: ho deciso per il titolo forte perché so che qualcuno potrebbe condividere il post indinniandosi senza averlo manco letto, e voglio invece concentrarmi su chi potrebbe aspettare di indinniarsi dopo aver letto un po' di più.

"Sarà difficile chiederti scusa, per un mondo che è quel che è.. io nel mio piccolo tento qualcosa, ma cambiarlo è difficile.." 
(Ligabue, "A modo tuo," versi cantati in Piazza di Spagna da un artista di strada mentre camminavo verso Piazza del Popolo).

Ieri, 30/9/2018, ero in Piazza del Popolo con il PD per protestare contro il governo, insieme a tantissime persone (50.000 o 70.000, a seconda di chi dà le cifre). Una bellissima piazza, tante bandiere, grande entusiasmo e nuove bellissime persone che ho conosciuto. Vorrei ci fossimo fermati lì, invece c'era un palco e c'era il partito. E qua caschiamo male. Andiamo con ordine, e mi scuso già delle parolacce che usciranno spontanee.


  1. Io sono una semplice cittadina, manco iscritta al PD pur avendolo spesso votato e pur essendo un'aspirante groupie di Renzi. Girano video in queste ore di gente che sbeffeggia il PD perché in piazza secondo loro c'erano solo attivisti e militanti del partito, assessori etc. No, non c'erano solo loro, ma siamo sicuri che di cittadini come me ce ne fossero tanti? Per partecipare ho dovuto io contattare il PD provinciale chiedendo se - per caso - ci fossero trasporti organizzati per Roma, e sul treno ho ricevuto i complimenti dei presenti - tutti parte del partito - per aver voluto partecipare così, da sola privata cittadina. MA STI CAZZI!!! Avreste dovuto avere un treno pieno SOLO di gente come me!! A che serve avere tutti gli assessori se poi non portate in piazza chi in teoria dovrebbe votarvi?? Ma vi sentite??
  2. Tralasciando l'assenza di un corteo o di una qualsivoglia organizzazione per arrivare in pompa magna in piazza tutti insieme, vado dritta al punto dei discorsi pronunciati sul palco. Mi sono piaciuti tanto i giovani democratici, mi è piaciuta la loro energia e la loro voglia di ripartire. Poi però hanno parlato anche gli altri.
  3. Riassunto di tutti gli interventi: il governo fa schifo, sono razzisti e per di più incompetenti, Roma è 5 stelle ed è un merdaio, noi siamo meglio di così, loro stanno rovinando l'Italia e diffondendo un clima di paura per controllare i cittadini. Già. E QUINDI?? Dovevamo sentircelo dire da voi? Siamo scesi in piazza per qualche motivo diverso dal fatto che disapproviamo il governo? Oltretutto, è sempre tutto bianco e nero? Possibile che non abbiate mai e dico mai il coraggio e l'onestà intellettuale di dire "questo micro elemento x del decreto y potrebbe funzionare, ma bisognerebbe fare diversamente quest'altra cosa"??
  4. "Martina ha detto cose di sinistra." Cacchio, bassina l'asticella, eh? Capisco che per molti questo sia già un traguardo, ma sant'Iddio mi aspetterei qualcosa di più. E considerate che quando sento "compagno" penso sempre a quelli di classe e di università, devo fare uno sforzo
    per ricordarmi che è così che ci chiamiamo tra di noi - perdonatemi, ho solo 34 anni, è un linguaggio che non mi è mai appartenuto.
  5. Avevo tanto sperato di sentire idee e proposte. Nada, nisba. Martina dice che il DEF è un disastro - ok, e voi che proponete? Dice che noi vogliamo accogliere e salvare vite perché siamo tutti umani - ok, ma: a) i centri in Libia come me li giustifichi? b) ai ragazzi africani che abbondavano in piazza del Popolo a vendere i libri, per esempio, che futuro proponi? Quello con cui ho parlato io per acquistare due libri viene dalla Mauritania ed è da 7 anni in Italia, sta a Torvajanica. Gli piace perché è vicina al mare, che già mi fa venire i brividi pensando a come sarà arrivato qui. 7 anni Marti', ancora in piazza a vendere libri. Per dire.
  6. Martina (e tutti gli altri leader), cala la spocchia. "siamo tutti attaccati ai telefoni ormai, dobbiamo tornare per la strada!! Noi non siamo come loro che fanno politica sui social!" Eh, male. Mi fai sospettare che all' "abbiamo capito" riferito alle elezioni ci sia da aggiungere UN CAZZO. Loro fanno politica ANCHE TRAMITE i social. Invitano il mondo alla sagra della porchetta, fanno il live Facebook però loro ci sono anche fisicamente, alla sagra. Ormai funziona così. Non siamo noi cittadini a dover uscire in strada, siete voi politici a dover entrare nei telefoni. Rassegnati. E poi "loro fomentano un clima di odio e paura!!! Vogliono liberalizzare le armi" Già. Marti', la gente però ce l'ha, paura. Che vogliamo fa'? Proposte? Idee? No perché sono entrati pure in ufficio da noi, fingendo di chiedere informazioni e sono corsi via con la borsa della segretaria. Ok, poi l'hanno gettata con tutto dentro perché inseguiti da tutti i negozianti della via. Però adesso teniamo la porta chiusa e facciamo selezione di chi far entrare e chi no, come la mettiamo Marti'?? Non sto dicendo di liberalizzare le armi, ma cominciamo magari col riconoscere che le persone hanno queste paure e che è legittimo? O continuiamo a trattarli da cerebrolesi che non capiscono quant'è bello il mondo??
  7. A queste mie obiezioni, i militanti mi hanno detto chiaro e tondo che idee e programmi non ce ne sono, per ora. Che bisognerebbe creare dei gruppi di lavoro. CREIAMOLI, CAZZO! Proposta: votiamo non solo per un segretario, votiamo per un governo ombra? Tipo, decidiamo che Calenda è il nostro ministro ombra dell'economia; lui comincia a girare circoli, periferie, case, fabbriche e si fa un'idea di quali sono le problematiche e le idee. Propone al PD la sua idea di riforma economica, il governo ombra approva. Segue programma di governo CHIARO, comunicato per PUNTI, SLOGAN, COLORI ed EMOTICON al popolo che ha un disturbo collettivo dell'attenzione e più di due righe non le leggiamo. Chi vuole approfondire si va a leggere il programma dettagliato sul sito, eh?! COMUNICAZIONE, su questo dovete concentrarvi.
  8. Infine, fatemelo dire. "Born to run". MA CAZZO. Già a Reagan è andata DA CULO quando ha tentato di autocelebrarsi col Boss, ma dovevate usare proprio una canzone che parla di quanto schifo fa questa città di morti viventi e dobbiamo scappare per sopravvivere?? E poi saliamo in macchina e prendiamo l'autostrada e fanculo a tutti? PD CI SEI??? PRONTO?!
Fate come vi pare, indignatevi, incazzatevi, fate lotte interne, ma ricordatevi che eravamo in migliaia (metà a Roma e metà a Milano, se vogliamo parlare anche di quello) a chiedere IDEE DI FUTURO e PROGRAMMI, non sterili critiche a chi ci governa. In quello siamo già espertissimi da soli, grazie.


Sì, è anche colpa vostra


In queste settimane si moltiplicano le denunce di attrici, attori, modelle e chi più ne ha più ne mette, di molestie e stupri da parte di celebri colleghi o superiori.
Quello che mi fa rabbrividire non sono soltanto i racconti dei fatti, ma soprattutto i commenti agli stessi, soprattutto da parte di utenti italiani. "Se la sono cercata", "fanno le santarelline ma si sa come funziona in quell'ambiente", "e aspettano 20 anni a denunciare?!", "insulti omofobi? Mica è reato!", "tra poco denunceranno anche una pacca sul culo". Vorrei soffermarmi su ciascuno di questi, per un attimo.

33 dreams away

MiniMe non aveva più di sette anni: quel periodo un po' così, da spionaggio industriale, in cui Gogo con sguardo furtivo tentava di ritardare la rivelazione della dura verità su Babbo Natale. La verità degli adulti, ovvio. Perché gli adulti sono quelle creature che a un certo punto non meglio identificato hanno smesso di sognare, hanno spento l'interruttore. Invece MiniMe sapeva bene che Babbo Natale esisteva, e no, non viaggiava in una notte per tutto il mondo, ma trasmetteva telepaticamente le informazioni sui regali desiderati ai genitori, che procedevano a comprare i regali per i figli. Il Wi-Fi non esisteva, al tempo, e nemmeno Internet. Così, per dire.

Oltreoceano, in tutti i sensi


Goodnight New York goodnight
Don't ever close your eyes
If these streets could talk, New York, New York
So fine they named you twice
Your face, your brains
No other place
From east to west, these streets are blessed
Goodnight New York 
Sleep tight New York
Goodnight

Happy birthday, Minime

"Quante volte avrei voluto
tornare, con l'aiuto di un genio o della tecnologia,
nel passato e rimediare ai miei errori!" 
4.11.1994 - 10 anni

"Caro diario [...] La mia bruttezza, poi, è un altro problema: sono presa in giro come pochi." 
18.02.1996 - 12 anni