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I racconti, i sogni, le speranze, i pensieri.. di tutto un po', per chi crede che Someday I'll be Saturday Night!

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Nella terra dei Bar Sport

Che stessi tornando a casa lo si capisce già in aeroporto ad Amsterdam, dove i numerosi italiani e soprattutto veneti presenti... parlano. Sì, parlano. Dopo un anno in una terra dove tutti si ignorano, concentrati sui loro gioiellini tecnologici, e dove nessuno ti rivolge manco uno sguardo in metropolitana, mi trovo circondata da persone che parlano. Per niente, per lo più. Perché gli italiani sono tuttologi, si sa. Loro sanno a che velocità partirà l'aereo, sanno tra quanti anni Venezia affonderà definitivamente, sanno che temperatura c'è a 5.000 metri, sanno che rotta farà l'aereo e qual è quella strada che si vede adesso proprio adesso dal finestrino. L'unica cosa che non si chiedono è: a chi gliene frega una ceppola, di queste informazioni?! Certo non a me, che devo sorbirmi 2 ore di volo dopo 24 insonni sentendo fior fior d'idiozie a 20000 decibel.
Per fortuna atterro, riabbraccio Ma' Pa' e Gogo, mi gusto i ravioli Giovanni Rana come primo pasto post-canadese (a me il jet lag proprio non influisce sull'appetito...) e poi organizzo le sorprese per le amiche ignare. La prima è per Gica e Lady B, che mi aggiornano di continuo sui loro impegni e i loro ritrovi, in modo da consentirmi di piombare a sorpresa durante uno di questi. E così mi avvio con largo anticipo ad incontrarle per pranzo, e mentre scendo le scale mi assale una certa ansia: si sente un vociare affannato, persone che parlano a gran voce, che succede?! Mi affretto giù dalle scale e... già, è mercoledì. C'è il mercato. Stanno contrattando sul prezzo di un paio di scarpe, mentre urlano al barista di preparare uno spritz. E non c'è verso di riuscire a camminare in fretta, mica siamo a Toronto. Bisogna seguire il ritmo delle vecchine che fanno tre passi ad una lentezza esasperante e poi si piantano lì, coi loro carrelli a dire che sì, è proprio vero che non ci sono più le mezze stagioni.
Finalmente riesco ad appostarmi e sorprendere alle spalle Gica e Lady B, tra urla di giubilo e abbracci. Parlando con loro, facciamo considerazioni sulle differenze tra la terra di Sex & The City, dove una donna sola va' al bar e il fascinoso di turno le offre un cognac, e la terra dei Bar Sport, dove una donna sola va' al bar e i 5 arzilli vecchietti di turno si autoinvitano al suo tavolo per offrirle un'ombra. Ahinoi. Però non è una brutta sensazione, nel complesso, quella di essere a casa. Ritrovo i tetti rossi, la gente che parla e cammina piano e guai a toccare la pausa pranzo, ritrovo i palazzi antichi e i ponti e l'odore di salso. Se solo ci fosse la possibilità, ci rimarrei eccome nella terra dei Bar Sport. Magari conservando lo spirito viaggiatore, ma sapendo che posso tornare alla base, a farmi ridere dietro perché sono astemia (e quindi, niente ombra).
Non perdo la speranza, e sogno di potermi fermare in una terra che mi meriti.

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