Piacere, Luna Scrooge. Non credo sia una cosa recente, il mio odio per il Natale. Cioè. Intanto, da piccola significava stare a casa da scuola, e a me studiare piaceva tanto. Secchiona purosangue, eccomi qua. Poi c'era lo stress dell'albero (e ad anni alterni, pure il Presepe): religioso silenzio mentre Pa' srotolava le luci e altrettanto religiosamente bestemmiava a pieni polmoni perché qualcuna non funzionava. E poi cercava di spiegarci perché alcuni fili funzionavano anche se una luce era rotta e altri no... misteri della corrente a fili paralleli o quella roba là. Poi parolacce e urla belluine se non mettevamo le palline più grosse vicino al tronco, e lamenti selvaggi se l'albero era vero (dev'essere successo solo due volte, credo) perché spargeva aghi di pino ovunque. Insomma, 'na penitenza.
E poi il pranzo di Natale che, sebbene divertente e piacevolissimo nel risultato, richiedeva una preparazione e un lungo lavoro di diplomazia tra sostenitori del pranzo a casa e sostenitori del ristorante che Wikileaks ci farebbe una fortuna. E la mia famiglia -che fossimo non proprio convenzionali si era capito??- segue la politica del "se ti serve qualcosa te lo compro durante l'anno, mica serve aspettare Natale!" quindi neanche c'erano mucchi di pacchi da scartare. In compenso, ho trovato a 4 anni una spiegazione più che razionale a Babbo Natale e continuo ad attenermici (la rimando a un altro post, sarebbe troppo lunga). Come, credi ancora a Babbo Natale?? A parte che l'ho incontrato quando avevo 18 anni, sì, credo ancora a Babbo Natale. Tanto per dire, tu credi ancora a Berlusconi... facciamo a gara??! E' sicuramente meno caro e meno dannoso per il benessere generale, il Babbo, rispetto al Papi.
E poi il pranzo di Natale che, sebbene divertente e piacevolissimo nel risultato, richiedeva una preparazione e un lungo lavoro di diplomazia tra sostenitori del pranzo a casa e sostenitori del ristorante che Wikileaks ci farebbe una fortuna. E la mia famiglia -che fossimo non proprio convenzionali si era capito??- segue la politica del "se ti serve qualcosa te lo compro durante l'anno, mica serve aspettare Natale!" quindi neanche c'erano mucchi di pacchi da scartare. In compenso, ho trovato a 4 anni una spiegazione più che razionale a Babbo Natale e continuo ad attenermici (la rimando a un altro post, sarebbe troppo lunga). Come, credi ancora a Babbo Natale?? A parte che l'ho incontrato quando avevo 18 anni, sì, credo ancora a Babbo Natale. Tanto per dire, tu credi ancora a Berlusconi... facciamo a gara??! E' sicuramente meno caro e meno dannoso per il benessere generale, il Babbo, rispetto al Papi.
E poi diciamocelo, più passano gli anni peggio diventa, il periodo di Natale. Sembra di essere qua in Nord America, tutti di corsa ai centri commerciali per comprare una masnada di regali per lo più inutili, tutti stressati per decorare casa secondo i criteri della moda dell'anno che per carità i vicini e gli ospiti non vedano che non sono aggiornata... ma che palle!! E dimostrazioni quotidiane di un'ipocrisia allarmante -che ho notato soprattutto da quando sono entrata nel mondo del lavoro- con regali scambiati con persone che si disprezzano, fingendo di credere nello spirito del Natale quando in realtà non ci si può vedere e ci si prenderebbe a calci e pugni piuttosto che comprare un "pensierino"!!! Fanno bene i giapponesi, che a malapena lo festeggiano e il 25 si lavora pure!!
Poi negli ultimi anni ci si è messa pure la vita -o la sfiga- di mezzo, a crearmi brutti ricordi, tutti concentrati nei giorni insulsi tra Natale e Capodanno. Ci sono ricordi di morti, di malattie diagnosticate il 31 e brindisi fatti nell'atrio di un ospedale. Ricordi di carabinieri sul posto di lavoro, di crisi d'ansia e di attacchi di panico per la situazione che si era creata al lavoro. E poi ci si è messo il ferro. Sì perché un anno fa ho cominciato in questo periodo a fare iniezioni di ferro per una grave anemia di cui ero assolutamente ignara prima degli esami del sangue. E il 28 di dicembre di un anno fa hanno ben pensato di raddoppiarmi la dose di ferro, causando uno shock anafilattico che mi ha spaventato come poche altre volte in vita mia. Non ne ho più parlato granché, ma la sensazione di perdere il controllo del proprio corpo, con il cuore che batte all'impazzata e la pressione che schizza o precipita nel giro di un minuto -mi ricordo tutto come fosse successo ieri. Così come ricordo, il 30 dicembre, l'opprimente terrore di uscire di casa: sulla soglia sono quasi tornata indietro perché ero terrorizzata all'idea di sentirmi male di nuovo, di non poter controllare il mio corpo, magari di svenire o chessò. Ho combattuto la paura, sono uscita, e non è successo niente. Poi a Capodanno ci siamo promesse con Gica che quest'anno sarebbe stato diverso, basta festeggiamenti in piazza a Mestre con il concertino da miseria e gli ubriachi che lanciano i petardi.
Detto fatto, il Capodanno lo festeggio a Toronto City. E qua le cose le fanno in grande. L'inaugurazione del periodo natalizio è stata il 27 di novembre, con festa in piazza, un milione di persone, fuochi d'artificio che colpivano gli edifici (sì, dice Ma', avranno i fuochi d'artificio indoor............) e musiche di Natale mentre tutta la gente pattinava sul ghiaccio, neanche fosse "Mamma ho riperso l'aereo". E tolto il bagaglio dei doveri del Natale, scesa la neve, senza regali da comprare, mi viene più da sorridere che altro. Ho perfino decorato casa con casette, pinguini, alberelli e fiocchi di neve. Ho anche bevuto la neve (cioè tenuto la bocca aperta finché un fiocco non c'è caduto dentro) e conto di andare a tirar palle di neve molto presto, nel parco sotto casa. Lo Spirito del Natale Presente sembra quindi molto ottimista, e pur non sapendo cosa riserva lo Spirito dei Natali Futuri, conto di riuscire a gettarmi alle spalle quanto di negativo porta lo Spirito dei Natali Passati.
Cordialmente,
Luna Scrooge.
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