Piacere, Luna Scrooge. Non credo sia una cosa recente, il mio odio per il Natale. Cioè. Intanto, da piccola significava stare a casa da scuola, e a me studiare piaceva tanto. Secchiona purosangue, eccomi qua. Poi c'era lo stress dell'albero (e ad anni alterni, pure il Presepe): religioso silenzio mentre Pa' srotolava le luci e altrettanto religiosamente bestemmiava a pieni polmoni perché qualcuna non funzionava. E poi cercava di spiegarci perché alcuni fili funzionavano anche se una luce era rotta e altri no... misteri della corrente a fili paralleli o quella roba là. Poi parolacce e urla belluine se non mettevamo le palline più grosse vicino al tronco, e lamenti selvaggi se l'albero era vero (dev'essere successo solo due volte, credo) perché spargeva aghi di pino ovunque. Insomma, 'na penitenza.
Welcome, to wherever you are
I racconti, i sogni, le speranze, i pensieri.. di tutto un po', per chi crede che Someday I'll be Saturday Night!
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DdV 18 - In excelsis Deo
Non si accettano correzioni sul titolo, considerato che ho speso 2 ore a decidere quale fosse la forma giusta. Se poi le desinenze sono a casaccio, il pensiero è quel che conta.
La giornata inizia parlando di funerali. No, non è colpa del mio atavico pessimismo o della bufera di neve o di qualche altra tragedia, ma solo di scambi interculturali tra me e Toy, la giapponese. Perché se in Italia vige un monotono monoteismo cattolico, in Giappone hanno più fantasia e libertà di pensiero. Infatti quasi tutti sono buddisti. E si vestono di bianco e nero (rosso e giallo sono i colori tibetani), e vegliano il corpo tutta la notte mangiando sushi in compagnia (del morto, s'intende). Poi lo cremano e fanno i funerali al tempio. Si spende l'ira di Dio (no scusa, l'ira di Buddha) per fiori, bara, urna, e nome. Sì, nome. Perché quando qualcuno muore, gli si assegna un nuovo nome. E' il monaco a decidere il nome, in base ai soldi che gli sono stati dati. Poi parliamo di privacy, spiritualità e comportamenti mafiosi. Presente il pizzo??!
DdV 17 - Il laccio delle scarpe
"The people you've touched,
the way you've touched them
I hope they've touched you too,
'cause in this life it's hard to tell
what's false and what is true."
Non mi ricordo quanti anni avevo, forse cinque o sei, forse quattro addirittura. Inseguivo Ma' come un'ombra, laccio alla mano, implorandola di insegnarmi a farmi il nodo alle scarpe.
DdV 16 - La vita è adesso
A Toronto è il giorno di Ognissanti, ma per i canadesi è soltanto il giorno dopo Halloween. Ieri si è vista la prima neve -sì, in ottobre!!- ma dopo poco ha smesso perché la temperatura è scesa sotto lo zero -sì, sempre in ottobre!!! Perciò al Walmart faccio scorta di calze pesanti "in puro bambù".... .... .... che non hanno denari come in Italia, e nemmeno taglie, bensì vanno per peso "40-49 kg" o "50-59 kg" neanche fossero pannolini che cacchio!!!
DdV 15 - Nuovi orizzonti
Da un po' sto trascurando il mio blog, e me ne scuso con chi, allarmato dalla mia assenza, mi ha scritto accorati appelli per avere nuove dalla Terra della Foglia d'Acero. La mia non è stata pigrizia, ma -come i miei colleghi ex-masterini sanno perfettamente- una full-immersion nei meandri dell'insegnamento della lingua inglese, che mi ha fatto perdere ore di sonno ma non chili ahimé, visto l'abbondare di Nutella, e mi ha conferito ufficialmente il titolo di Ticcia dell'anglica favella.
DdV 14 - Nella Padania canadese
Dopo aver preparato Foulie (la valigia) con lo stretto necessario, mi avvio a tarda sera alla fermata del tram, destinazione: pullmann. Destinazione del pullmann: Québec, la regione dei secessionisti canadesi. Appena arrivata alla fermata, il dubbio mi assale: su quale dei TRE pullmann dovrò salire?! Il dubbio viene fugato da Brit, “la negra” come verrà ribattezzata dalle mie compagne di viaggio spagnole: seguimi, sei con me! Così mi accomodo, braccialetto da viaggio di gruppo al polso, e cerco la posizione adatta a dormire durante il viaggio... ricerca che si protrae per TUTTO il viaggio, tenendo il meritato riposo a debita distanza.
DdV 13 - Ticcia
Con Rui è stato amore a prima vista. Poco importa se è fidanzato, e con una poliglotta per giunta. Sì perché Lei parla "un'altra lingua europea". Ah, sì? E quale? L'italiano? No. L'inglese? Ovvio che parla l'inglese, siamo in Canada! No, un'altra. Ok, allora il francese? Lo spagnolo? Il tedesco? Il russo? No,no. Ah ecco! Il taiwanese!
DdV 11 - La giornata tipo
La domanda più frequente che mi è stata fatta da oltreoceano è: "ma spiegami, com'è la tua giornata tipo?". Domanda vasta, non c'è che dire. Dunque, la mia giornata tipo comincia verso le 9.30, quando le coinquiline sono uscite per andare a scuola ed io mi alzo per fare colazione, facendo lo slalom sulle tavole di legno del pavimento e riuscendo puntualmente a calpestare quelle più scricchiolanti, per la gioia di MM. Poi inizia la seduta quotidiana di psicanalisi delle persiane. Sì, perché le persiane americane sono delle specie di tendine che si tirano per abbassarle e si tirano lo stesso per riavvolgerle, ma le mie non sono tanto portate a riavvolgersi. Perciò raggiungono quasi il pavimento, prima di convincerle che il loro destino in questo mondo è anche quello di riavvolgersi, di giorno. Una delle due ha preso la sua missione sul serio, e adesso si riavvolge di colpo in piena notte, di sua spontanea volontà. Sigh.
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